(Was)
rosy
incarnate

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It is a precise and sharp line, Death. There is something unsustainable, unacceptable, in human finitude. It is a certainty which disrupts us, impossible to remove. It is the consciousness that life is a single straight walk to our death.

But between our existence point and that end-line, there is infinite tension: the tension towards perfection. The perpetual motion of research, the evolving transformation of knowledge.

Continuous tension towards Beauty, crossed by flux and schemes, shapes, ghosts, codes and paradoxes, traces, signs, symbols, formulas; imbued with the meaning of the transformation itself, a symbolical vocabulary about the experience of deep matter. An ordinated catalogue that aims at translating a complex set of elements into synthetic traces, preserving all that we don’t want to lose and need to hold on to our memory; where knowledge becomes constant repetition, where the past is the material of the future itself.

In the continuous cycle of evolution, the disintegration of the parts plays a key role. A rise to perfection shaped by decay and putrefaction, as a mechanism of letting go of what is superfluous in favour of a newfound texture, precious and thin. Similar to what minerals do, which evolve their internal structure through a progression towards symmetry, resulting in an open dialogue with the light, the direct voice of the Universe.

Potentially infinite life cycles, rituals that become assurances; around which a sensitive faith sentiment moves.
The perspective of an elsewhere.

Imagine a world
where we become precious stones.

(Fu) 
roseo 
incarnato

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È una linea precisa e netta, la Morte. C’è qualcosa di insostenibile, di impossibile da accettare nella finitezza del singolo. È una certezza che ci scardina dentro, impossibile da rimuovere. È la consapevolezza che la vita è un passo continuo verso la morte. 

Ma tra il punto di esistenza e quella linea di fine, c’è una tensione infinita: quella verso la perfezione. Il moto perpetuo della ricerca, della trasformazione evolutiva della conoscenza. 

Una tensione continua verso la Bellezza, attraversata da flussi e schemi, forme, spettri, codici e paradossi, tracce, segni, simboli, formule; intrisi del significato della trasformazione stessa, un vocabolario simbolico dell’esperienza profonda della materia. Un catalogo ordinato per tradurre un insieme complesso in tracce sintetiche, per conservare quello che non vogliamo perdere e che abbiamo bisogno di trattenere, la memoria; dove la conoscenza diventa costante ripetizione, dove il passato è la materia stessa del futuro.

Nel ciclo continuo dell’evoluzione, la disgregazione delle parti ha un ruolo fondamentale. Un’ascesa alla perfezione modellata dal disfacimento e dalla putrefazione, come meccanismo di abbandono del superfluo a favore di una tessitura sottile e preziosa. Come i minerali, che evolvono la loro struttura interiore in un processo di progressivo avvicinamento alla simmetria, che si traduce in un dialogo aperto con la luce, voce diretta dell’Universo.

Cicli di vita potenzialmente infiniti, riti che diventano certezze; attorno a cui si muove un sentimento sensibile di fede.
La prospettiva di un altrove.

Immaginare un mondo
in cui diventiamo pietre preziose.

Text in collaboration with Annika Pettini
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